Capitolo II:
"Ispirazione c’è quando arbitro fischia"
"Forse è fuori moda dissertare sull’essenza dei generi letterari. Si reputa teorico il tema. C’è chi nega persino l’esistenza dei generi letterari. Ciononostante, noi, fuggiaschi dalle mode e risoluti a vivere tra gente frettolosa, con una calma faraonica, ci domandiamo: cos’è un romanzo?"
Josè Ortega y Gasset
Chiudo la finestra, il mondo che ne è ritratto è come il latte in scatola che vende quel crepone di alimentari lì all'angolo tra la "Joseph Anton koch" e via della "Maremmana superiore"...scaduto. La mia convalescenza è oramai giunta al termine e inizio a pensare che d'ora in avanti sarà difficile startene per i cazzi tuoi...maledizione, già sò che succederà: tutti vorranno un pezzetto di me, come stò, come vado, suggieranno la mia sofferenza o il mio sollievo, ammesso o non concesso dirò a tutti la stessa cosa:
"Devono spararmi in testa per ammazzarmi"
Non è vero, loro mi uccidono con le loro domande cretine ma sono loro i giusti!!! Perchè si preoccupano di te e gli dei sanno quanto sia vero il contrario. Tra l’altro gli dei sembrano essere alquanto ambigui nei miei confronti...non capisco perchè non mi hanno fatto fuori quando potevano...erano lì a due passi. Mentre mi infilo l’ennesimo paio di mutande bebop (utilizzate la vostra immaginazione please) ecco passeggiare sotto la mia finestra un bel tocco di sorca olevanense che conosco solo come la proiezione su uno specchio di una scopata mai eseguita.Osservando meglio noto che qualcuno le ha dedicato la solita scritta sul muro modello: “Moccia e dintorni”...ci manca solo un cuore rosso trafitto e la frase di Vasco...brrr...fantasia dove sei?
Dato che ho un overdose da “tendenza” abbasso la serranda e preparo il mio zaino da trasferta. Dall’ appizzo riesumo un tocco di hascish invecchiato risalente all’era pre-pneumozoica, dò due grattini alla mia gatta e due alle mie palle, uscendo dalla porta della mia dimora, fiero come una mosca su uno sfilatino di merda.
Scendo le scale, troppo tempo è trascorso dai miei ultimi passi, troppo tempo sono stato fermo, per troppo tempo non ho amato, per troppo tempo ho solo fumato...la mia vita...dire che mi stò cagando sotto per l'agorafobia è riduttivo.
No, mi dispiace, non sono buono come il Beigbeder prima maniera di “26.900 lire”, ora come ora, non riesco a focalizzare neanche un romanzo(romanzo?)racconto, sì, racconto che possa far presa su un pubblico ben maggiore di quei quattro che mi si sono affezionati...forse. Quando non ho ispirazione vuol dire che sono spremuto e quando sono spremuto devo rinvigorire la polpa. Invece di corroborarla cercandomi un lavoro o una donna, scaccolandomi le froge o tirando calci su un qualunque saggio di Giampaolo Pansa, esco e vado a sbronzarmi o a liquefarmi sotto il sole torrido della campagna romana. Dopo la quarta birra hai perso la gioia di vivere, dopo la terza sambuca hai perso la voglia di vivere, dopo due rum acquisisci la voglia di uccidere...per la gioia si vedrà.