Capitolo I:
"Le cose sacre sono le uniche che valga la pena profanare"
Salve,sono l'ultima fotografia di un paesello che sorge tra gli ulivi del centro sud. Sono della risma di quelle aberranti cartoline che dalle mie parti vanno a incastrarsi tra i nuovi calendari dell'anno venturo. Quei calendari che le massaie o (come le chiama il globalizzato ventunesimo secolo) DONNE (si pronuncia con un imperativo ipocrita ponendo l'accento sul loro apprezzamento verso la crudeltà vera e genuina. Noi le abbiamo emancipate, ma esse rimangono ugualmente delle schiave che cercano un padrone...più le tratti male più sono dominate, più le si tratta in maniera delizia più ti sputano in un occhio)dicevo...che le DONNE prenderanno dall'alimentari di turno per poi attaccarli dietro la porta della cucina. Segnalerò con quali scadenze dare la pasticca per far cacare il marito, quando bisognerà andare dal medico, le bollette da pagare etc...insomma mi fonderò con la ripetitiva noia di merda di questa stronza provincia divenendo a mia volta solo un monito di una sottovalutata sventura.
In pochi lasceranno queste lande...
or ora che mi affaccio (permettetemi la citazione) un nibbio vola rasente,battendo agilmente le ali, e all'improvviso si arresta nell'aria, come si fosse messo a pensare al tedio della vita, poi scrolla le ali e sgancia un cagone che casca in testa al povero stronzo di turno...la natura da queste parti fa sempre scopa.
Il mio sguardo si rivolge sommesso verso l'orizzonte ricamato dalle rovine di affascinanti ere ormai perdute e nuove avanguardie progressivo-capitalistiche che dominano i fottuti vicoli che, ogni tanto, lasciano ancora l'odor stantio di mosto che sà d'antico. Questi quartieri e colli che osservo sembrano ormai dimentichi delle meraviglie che furono e dei misteri che celano perchè, forse, consapevoli del nuovo che avanza...Ma non ha mai una meta questo nuovo?Fin quando avanzerà?
Eppur a me ricorda un esercito implacabile che devasta ogni cosa al suo cammino e profana le cose sacre che si palesano dinanzi a esso, siano esse ricordi di tempi lontani o mere riproduzioni di esseri umani che vagano verso l'ignoto scorrere di un'esistenza priva di significato.
Ma vale la pena profanare le cose sacre?
Capita a volte che io faccia delle cazzate spinto da impeti veramente cretini ma a futura memoria ci si ricordi che l'imperfezione è simbolo di unicità ma il pentimento è solo un'imperfezione dell'unicità...qualche tempo fa una ragazza mi fece talmente impazzire con le sue deliziose volgarità che quasi me ne innamorai dimenticando il mio unico vero amore...iniziai a squillarle ogni dì sul suo numero e anch'ella sembrava apprezzare tanta attenzione, ogni volta che ci vedevamo anche se di sfuggita, incrociando i nostri occhi dichiaravamo all'universo la nostra voglia di amore sfrenato poi quando decisi di profanare quel sacro e casto amore mi arrivò questa missiva:
"Volevo dirti che mi sono rimessa con il mio ex. Rimaniamo buoni amici e cerchiamo di non vederci spesso"
Spesso le tragedie della vita si svolgono in modo così antiartistico che ci offendono per la loro cruda violenza. La loro assoluta mancanza di significato e di stile. Ci colpiscono solo in quanto ci colpisce la loro volgarità, ci danno un'impressione di pura forza bruta e ci spingono alla rivolta.
Oscar Wilde: "The picture of Dorian Gray"