Considerazione III:
"Dal canto mio…io odio
Passano le ore e finisce il codice rosso, il che vuol dire che ora tocca a me, infatti la tabella suddivide le emergenze dalla più importante alla meno, così: rosso-giallo-verde-bianco. Quindi, mi fanno fare su e giù per la fatiscente struttura, tra stanze con macchinari più o meno tecnologici, cercando di capire che diavolo di patologia può avere un ventiduenne non ansioso, in ottima salute (in apparenza), mai ricoverato, mai lamentato, un po’ troppo magro, troppo tranquillo. In questi frangenti il dolore un po’ s’acuisce e un po’ sparisce; fumo, porca puttana zozza, quanto fumo! L’infermiere, (l’ennesimo e con l’ennesimo complesso di inferiorità verso i chirurghi), mi dice che probabilmente sono affetto da “be-bop gastrite” o qualcosa del genere e che quindi non potrò ne più bere, ne fumare.
Scaraventatemi dal sesto piano, please.
Poi aggiunge che si può convivere con quel malanno, anche lui ne è affetto eppure…
tagliatemi la cappella e inseritela tra i McMenù, non ne ho più bisogno, grazie.
Fortunatamente (o sfortunatamente) tra ECG e analisi varie non risulta niente, la prova fatidica la darà la lastra. Se anche la lastra sarà negativa ritirerò il referto e tornerò a casuccia.
Gusto il momento, lo assaporo, è pura vita e linfa e alba primaverile che mi inondano e mi attraversano e rendono tutto più limpido, più sincero. Faccio la lastra e aspetto il referto. Passano due ore prima che un inserviente si degna di dirci che il referto è già stato spedito dal cardiologo; torniamo dal cardiologo e chiedo il mio cazzo di referto che voglio tornare a casa, mi risponde lampante:
‘"Mi dispiace, lei verrà ricoverato. Dalla lastra risulta un pneumotorace che potrebbe gravare sulla sua salute. Abbiamo fatto già domanda per il trasferimento, l’ambulanza arriverà fra poco, si prepari."
A mia madre spuntavano i "lacrimoni", il mondo mi cadeva ancora una volta addosso; così decisi di rientrare ancora una volta negli odiosi panni distaccati e picchiatelli.
Qualche tempo fa, scoprii che più i miei coetanei facevano i depressi, i maledetti, gli effeminati, i fascisti, i "modaioli" o quelli di tendenza, insomma, più si nascondevano tra la massa e più riuscivano a risultare ganzi, fichi, coatti, truzzi...chiamateli come volete.
Dal canto mio…io odio!
