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"Ezekiele 25:17--- Il kammino dell'uomo timorato e' minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia kolui ke nel nome della karità e della buona volontà konduce i deboli attraverso la valle delle tenebre xkè egli e' in verità il pastore d suo fratello e il ricerkatore dei figli smarriti. E la mia giustizia kalerà sopra d loro kon grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su koloro ke proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e' quello del Signore quando farò kalare la mia vendetta sopra d te..."


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postato da PulpX alle ore 15:26
giovedì, 27 settembre 2007

Introduzione
‘"A ciascuno il suo"’

 Non bisogna dar per scontato la nostra vita, un giorno hai una stretta al cuore poi ti passa…prendi la tua auto, metti la prima, la seconda e via verso il bar più vicino.

Sei seduto mentre ti gusti la tua lucky strike, l’hai sempre fumata così, come se fosse l’ultima, non ti sei mai chiesto se fosse veramente l’ultima, o meglio, non ti è mai fregato un cazzo! Tiravi a fumare, così come veniva, compravi il ventone al lunedì mattina e a tarda sera era vuoto e avanti così di routine in routine… in secula seculorum… e invece no! Una mattina può capitare che non ti svegli più perché nessun medico del nuovo millennio ti ha detto che sei soggetto dalla nascita di un pneumo torace (che più o meno è una bolla d’aria che comprime il tuo polmone sulla cassa toracica)… se ti dice culo. Se ti dice sfiga il tuo polmone è più piccolo di suo fratello ed è leggermente distaccato dalla sua pleura e le bolle d’aria diventano quattro.

E pensare che nei miei polmoni credevo passasse solo fumo e invece!

Prima considerazione :
‘"L’importante è l’orgasmo...così dicono "

 Tutto è iniziato uno stano mercoledì pomeriggio; la settimana di manovalanza era iniziata peggio delle altre perché mi sentivo alquanto stanco.

Era un giugno terribilmente caldo, un giugno da inferno; per cercare refrigerio qualcuno si infilava addirittura nei vapoforni.Noi ditta, si lavorava in un cantiere che per la nostra risma era un autentico “paradiso”. Era la casa della donna di un mio ex pusher.

Questo ex pusher era un diavolo con i pannoloni d’angelo, biondo, alto ed effeminato…come un modello di biancheria intima Gucci; ma quando lo conoscevi capivi subito che tipo era: un accattivante imbecille che si nascondeva tra vita vissuta e fregnacce new age, alla fine per lui l’importante era l’orgasmo in qualunque forma o aspetto.

Ah, si, io lavoravo a casa della sua pischella, detta anche “il culo più bello del paese”, purtroppo, dal canto mio il valore del suo culo precipitava inesorabilmente ogni volta che prendeva in corpo la ciccia del ganzo biondo.

I giorni trascorrevano infelici e inutili e la donzella dal cervello fino non voleva saperne di elargirci almeno un caffè, così, passato qualche dì, glielo chiesi volgarmente e senza alcun rispetto: una cosa é certa, se lavori all’interno di un cantiere abitato raramente capita che i così detti “padroni” non ti offrono nemmeno un caffè.

Quello che mi dava fastidio era che i padroni li conoscevo benissimo e loro conoscevano me. Perciò mi domandavo: da dove nasceva quella indifferenza? Perché facevano finta di non riconoscermi? Lo capii solo qualche tempo dopo.

Prima di tornare alla manovalanza ebbi un periodo di stanca sia letteraria che lavorativa e in quel periodo mi accorsi di numerosi acciacchi, che fino a quel momento non si erano mai palesati. Scendevo i vari scollinamenti del paese e le gambe non reggevano in maniera standard, lancinanti dolori notturni ai fianchi, etc.

Purtroppo con la perdita del mestiere del mio vecchio dovetti tornare alla manovalanza ed esordii praticamente in “casa” della pischella dal “bel culo che lo prendeva”.

Un giorno idiota di un mese statico, mentre il mio cuore iniziava ad infatuarsi dell’ennesima anima fragile, il mio torace si squartava facendomi scoprire un novizio dolore materiale. Cazzo, era da togliere il fiato sia quell’angelo dai capelli corvini che quel dolore senza scampo ne sosta. Mi piegai sulle ginocchia, in gloria, per la morte che forse stava giungendo e perché mi arrivava, come un’ abbraccio caloroso, la consapevolezza che per quella piccola dea “carillon” valeva la pena innamorarsi, forse.

Il mio corpo, purtroppo, era in balia di qualcos’altro. Non avevo mai avuto fortuna col gentil sesso, quindi non mi facevo speranza e non volevo niente. Un uomo che non vuole niente è invincibile.

Il mio collega mi vide e mi disse di farla finita con quella sceneggiata, gli dissi: ‘scusa compagno ’ e caddi a terra. Mi alzò e mi chiese se doveva portarmi al pronto soccorso.

‘Io al pronto soccorso non ci entrerò mai! Neanche se fosse l’ultimo posto decontaminato sulla faccia di una terra atomica ’, dissi.

Mi rialzai e continuai a lavorare stringendo i denti e pensando all’eterea piccola di cui mi ero infatuato. Ad ogni mazzettata sentivo l’arto sinistro scomparire nel nulla per poi riapparire con accettate e tremolii all’altezza del gomito.

Finalmente arrivarono le ore di “stacco” e il collega mi accompagnò nella mia umile dimora. Giunto lì, rifiutai categoricamente il caffè di cui andavo pazzo.

Inizia a preoccuparmi… già che non riuscivo a fumare mi aveva innervosito non poco, ogni tirata corrispondeva ad una stilettata ai polmoni…tiravo avanti con l’idea: ‘poi passa ’. Mi “sbracai” al suolo come un cadavere qual’ero e provai a respirare con più calma e più a tempo…niente. Era tutto inutile. Non mi rimaneva che chiamare il medico.

Il medico! Il medico ne sa quanto te ma in compenso possiede uno studio elegante e veste elegante. Le sue teorie sono come quelle degli sciamani ma non usa per curare “primitive droghe” ma “futuribili medicine”. Scoprii in quel frangente che il dottore era di riposo quel giorno, quindi lo prendevo nel culo e dovevo tirare a campare in quelle condizioni.

Per farmi una doccia rischiai di svenire e soffocare in tre occasioni consecutive ma mia sorella, sospettando qualcosa, mi teneva sveglio e attivo. Mi vestii e presi la fiestona che buona, buona mi portava all’altro studio medico. Lì, in un tripudio di aria di sufficienza, mi diagnosticarono una ‘ conge-insolazione’…mi tranquillizzai; in fondo una congestione sapevo gestirla, altrettanto una insolazione.


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categoria : io ora odio

postato da PulpX alle ore 15:17
lunedì, 24 settembre 2007

Sporca quartina per una birrosa amicizia
(01-08-2007)
dedicata a Rika x il suo 20° compleanno

Ne ho un forte legame come lo scroto e il suo cazzo,
ne scolo il boccale ma non la ringrazio.
Un'amicizia è come 2/3 di birra
se trascende 'sta merda di terra.

SOLO LA NEVE

 Solo la neve, discreta e silenziosa,
questa sera potrebbe nascondere il mio dolore.
Potrebbe coprire il mio cuore ormai gelido
e celarlo agli occhi della gente,
sempre pronta a parlare ma mai ad ascoltare.
Tu, chissà dove sei, avrai già riscoperto la freschezza della primavera,
lasciando invece in me nessuna speranza di rivedere il sole.
Quel sole, ormai troppo debole, non riuscirà a svegliare quel mio cuore,
che come un bocciolo sorpreso dalla fredda rugiada,
non darà mai più i suoi frutti!

By I.M.


Sestina "rimpiantosa"?!

(19-08-2007)

A Num che non è mai giunto:
in ferie io ho sol rimpianto
xkè con egli volea divertimento.
E' mio fratello ed è mio incanto.
Oggi che io son rincasato
questo ritorno gli è dedicato.


A MIA MADRE

 Tu, vivo fiore di maggio che continui a brillare senza mai appassire;
Tu, raggio di sole intramontabile, di allegria pieno;
Tu, mano pronta a carezzevoli gesti di madre e decisi gesti di donna.
Quanta stanchezza in te… a volte dolore,
forse dubbi e incomprensioni tra noi.
Adesso mi accorgo che il tempo sta passando inesorabile
Ma tu resti e resterai…
La vita che io difenderò,
La vita che io solleverò dal dolore,
La vita per la quale io combatterò.
Perché la vita che tu hai è la stessa vita che io ho.
Perché la vita che io ho è la tua vita che mi dai!

By I.M.

Ode alla Snai

(08-09-2007)

Vorrei scrivere un pò di versi come il "Cecco"
che mi sento di dir che è un pò il mio maestro ecco
e come lui aveva tre vizi e più d' un talento
io faccio al massimo tre cazzate e poi son spento.

La prima è quella di non aver troppa ispirazione
 ma quando non la ho scrivo del mio "vizione".
Stasera durante la partita anch'io dirò la "messa"
sperando sulla mia "multipla a quota fissa"

La seconda arriva a palinsesto ormai concluso
quando ti accorgi che tutto il quattrino è stato speso
E ripensando all' adrenalina che provoca la Snai
ti domanderai: "senza soldi, domani, come farai?"

La terza si palesa quand'è tutto ormai scaduto
e pensi che la tua vita valga più di un pò di sputo
e bevi "per dimenticar" tre-quattro rum
  sperando che l'universo prima o poi faccia "boom!"

 


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categoria : il folle deliri poesie adagi ran

postato da PulpX alle ore 15:37
giovedì, 20 settembre 2007

Sogni deliranti di domini devastanti
(28-3-2007)

Niente di che, soltanto prati e polvere,
sembran paesaggi stupidi ma sono grandi opere.
e io stanotte le ho viste esplodere
(come 1000 puttane sembravano riscuotere
l'attenzione di noi piccoli selvaggi).
Allora è proprio vero che molti dei miei viaggi
figurativi e veri saranno ricordati.
Mai dall'alcol e le droghe saranno cancellati,
queste ispirazioni per me sono importanti
 però son solo sogni deliranti di domini devastanti.

 BAMBINO MIO

Un grande fuoco, cenere e polvere;
tra sudore e lacrime continui a faticare.
Tieniti tutto dentro, infiniti brividi di dolore,
silenzio, nemmeno un lamento;
mentre le tue piccole mani tremano.
I tuoi occhi così grandi, bambino mio, guardano fuori
la luce di un sole  che non ti può illuminare.
Non crescerai, bambino mio, perchè c’è chi continuerà
a mettere il peso del mondo tra le tue mani.
Le cose belle del mondo le fai tu, bambino mio,
ma non darai mai calci a quel pallone, su un prato di fiori.
Non ho la possibilità di poterti salvare, bambino mio,
qqcora piu’na liberta’usta notte.ualcuno ce l’ha, ma non lo farà, bambino mio.
La tua vita, per loro, ha un prezzo.
Bambino mio, quello che conta  per loro è  la ricchezza,
e li disprezzo.

By I.M.

Chi mai potrà competere con te?
(21-06-2007)
dedicata a Pakio x il suo 18° compleanno

O tu che sei sonno profondo e sano
ora che la tua bellezza sembra ineguagliabile
non prendere ti prego la mia mano,
sei un gesto eroico che sembra incancellabile.

Che sia dannato se per questi versi non sarò virile,
per chi come me che in questi tempi non ha una ninfa
i tuoi sorrisi son respiro primaverile
perchè tu sei una silenziosa eterna linfa.

Così ti dedico pensieri di questa risma,
te li scrivo ma mi vergogno come un cane.
 Anche se per qualche tempo con te ho avuto uno scisma
in questi plumbei anni chi è come te è il mio pane.

MISCIA

 Miscia…le tue urla risuonano dolorose nella stanza,
coperte dagli spari, là fuori.
Miscia…le tue lacrime scendono veloci e continue sulle tue guance
e brillano alla luce dei razzi, là fuori.
Miscia…il tuo corpo trema su quel letto,
come la terra straziata dalle bombe, là fuori.
Miscia…ancora un attimo e sentirai il gemito di tuo figlio,
nato in questa notte di guerra, là fuori.
Miscia…stringilo forte a te, bacialo, amalo, insegna a lui la pace.
Perché un uomo non è chi combatte con la forza delle armi,
ma chi lo fa sognando, piangendo e urlando;
chi lo fa fermandosi, anche solo un istante,a guardare meravigliato il sole!

By I.M. 
 



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categoria : il folle deliri poesie adagi ran

postato da PulpX alle ore 20:19
lunedì, 17 settembre 2007

Dea Elettrica
(21-08-2006)

Questa è la verità (lo giuro),
la mia chitarra un giorno suonerà di sicuro;
magari in mano ad un "siluro"
che come il cazzo ha la testa di sicuro.

Di sfiga, però, sono una vittima
(ho la sinistra che fa rotta "marittima")
e incastrato in questa pessima
non dirò mai che ritmo aveva la mia musica.

Nulla è stato  e nulla sarà
perchè se tutto era stato ora era realtà
ma con questo Stato niente è realtà.
Certo, la mia chitarra un giorno suonerà.

UN ATTIMO DI TE

E’ stato un attimo di te,
mentre tutto correva veloce intorno a noi.
E’ bastato chiudere gli occhi un istante
per sentire l’eternità, infinita questa vita mia.
Ma in un attimo di te niente resta, hai portato la mia anima
dove cielo e terra si uniscono per morire nell’orizzonte.

By I.M.


Un lungo scolorire è sempre un fascinoso imbrunire?
(13-10-2006)

Sono il greto e la corrente
sono gli stracci  di un pezzente:
"Salve." Sono l'alba di un sole morente

Ogni mio giorno sembra più breve,
ogni sorriso mi sembra più lieve.

Dolore che mi avvicina alle ombre,
dolore che giace tra le mie tempre,
dolore che resta un compagno per sempre.

LA NOTTE

Tenue luce nella stanza di notte
che penetra dalla finestra, da un mondo esterno
che vive la notte.
Alberi che si muovono al vento questa notte;
macchine fredde dopo il calore di corpi
che si sono amati di notte.
Io la conosco e ho conosciuto la notte,
nel caldo del mio letto c’eri tu, quante volte!
Le lenzuola sfiorano la mia pelle,
ma sono troppo fredde per riuscire a cullarmi questa notte.
E  penso… se eri qui, forse, ci amavamo senza paura e pudore;
saremmo stati felici e non solo per una notte
.

By I.M.



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postato da PulpX alle ore 16:41
venerdì, 14 settembre 2007

Porco oDio
(26-04-2006)

Sopra i ponteggi e sulle autostrade
l'operaio muore e il precario cade
e vuoi dirmi che non l'hai visto
oh mio Dio Gesù Cristo?

Provo indignazione per questo mio credo
ipocrita e bigotto ci prendo congedo,
è proprio tutto,tutto sbagliato
già da quando, giacchè sei nato.

Non possiedi una scelta ma ti becchi i peccati
'sì tutti all'inferno saremo esiliati.
"Perversi del cazzo!" vi giudico io
e convinto di questo erutto: "Porco oDio!"



SENZA TITOLO

Vento che adesso si alzerà,

sole che l’alba accenderà,

occhi che il tuo cuore aprirà,

un respiro intenso che ti sveglierà.

Non lasciare mai la tua vita,

corri e sorridi di follia.


By I.M.


 

Erminio Ottone

(17-07-2006)

La luce del sole era in mal arnese in quel della Prenestina:
pazzie e traffici e nervosismi e clacson sulla Casilina

Dalla ribalta sul "Daily" a carico "sacchetta"
no "puzziana" ma tant'erba per qualche cannetta.

Lo vidi lì senza bellezza nè mestruale
ma aveva un gran culo ke non era male;

qualcuno o qualcosa mi disse:"All'inferno!"
perchè egli possedea un gran bel perno.

Vidi quel bozzo e urlai come un pazzo:
"Oh no er Mignottone c'ha ancora un gran cazzo!!!"


IL MARE SCONOSCIUTO

Ho navigato per troppo tempo

un mare a me sconosciuto,

un mare color nero della notte

mosso e vivo come gli alberi al vento.

Non ho avuto paura di spiegare le mie vele

e sentire la tua bianca schiuma sbattere su di me.

Un mare che per me è vita, un mare grande e lontano;

eppure adesso sento il bisogno di salpare

e lasciare che la nave del mio cuore affondi in te,

vinto dalla tempesta del mio amore per te!


By I.M.




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postato da PulpX alle ore 15:55
mercoledì, 12 settembre 2007

Adagio Randagio
(13-11-2005)

Non l'ebbi meritata ma l'avrei osannata
e ora che vago di nuovo mi sembra una fata.
Per poco sei stata il mio amore di seta,
per poco sembravi il mio amore di vita.

Ricordo quel giorno ch'è stata gentile,
m'ha raccolto per strada (mi sentivo un vile)
Non l'ho toccata...l'ho solo guardata
quando dinanzi a me s'è tutta spogliata.

Gli serviva qualcuno a cui fare uno scempio,
gli serviva un nessuno per passar del tempo...
...d'un tratto un grido in faccia m'ha urlato
'sì quando ho capito sono scappato.

In caserma mi chiaman: "T'ha denunciato.
Sei fottuto,sostiene che l'hai violentata."
Questo vi scrivo e questo è successo
a chi per speranza è stato un fesso.

 
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postato da PulpX alle ore 18:51
giovedì, 06 settembre 2007

Eros e la tazza del cesso
(26-02-2005)

Al gran soffio del quinto vento
giunge la " last" battaglia
cosicchè ogni ardire è ormai spento
ché il fegato è in mal frattaglia.

Attanaglia l'idea di un nuovo corso
con lo stesso torace e con lo stesso dorso
Eros si chiama nel sedile più bianco
e spera lo stronzo che io ancora arranco.

No Eros! Questa è la mia baracca...
...e se cadrà qualcosa...
...sarai tu pezzo di cacca!

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postato da PulpX alle ore 18:30
giovedì, 06 settembre 2007

Ultima lezione:
"Il libero arbitrio non esiste...che sia vita dannata allora!"

...l'indomani, era inutile ripensare alla faccia di quel brigadiere leggermente urtato per la secca risposta da me medesimo data senza troppo pensarci. Era bella quella frase, pura malvagità gratuita...capitemi però, io in quella caserma neanche ci dovevo essere. Non solo perchè il fumo non era mio ma soprattutto perchè in quei giorni dovevo essere uno di quelle mila persone che ascoltavano della fottutissima musica in quel dell' Heineken 2007...maledizione! Già mi vedevo lì sotto in prima fila come nel 2003...sovrastato da 60 anni di rock duro dimentico di tutti quei pensieri sfigati e provinciali...dimentico di tutti i soldi che avevo guadagnato e che avrei speso in quei luoghi di culto automobilstico-musicale...anzi, quest'anno per festeggiare la decima edizione ci si spostava a Mestre...a pochi km da Venezia una città che non ho ancora visitato e che forse...fra qualche decina di anni...scomparirà.

Se ero a Mestre nessuno mi avrebbe arrestato per 2 canne cazzo!

Lo ricordo ancora oggi quel fottutissimo giorno dopo la questura, avevo appena attivato il servizio sms sulla musica(per tenermi aggiornato sulle performance dei miei artisti preferiti) e sinceramente non mi sentivo molto in forma...fiato corto, molto corto, respiravo polvere su polvere e "calcinacci" e fumo tanto fumo....troppe sigarette, la vista mi si annebbiava di più ogni ora che passava. E ogni volta che accadeva pensavo
 
Se ero a Mestre nessuno mi avrebbe arrestato per 2 canne cazzo!

Ero andato in loop come Rix la sera prima, il mio cervello era in pappa totale e oramai non riuscivo più a focalizzare che cazzo stavo a fare lì e quali erano i piccoli lavori che c'erano da fare in quel cantiere. Il mondo mi stava di nuovo passando accanto e io non riuscivo ad aggrapparmici ancora una volta. Se il mio principale mi aveva dato lo stipendio qualche giorno prima...probabilmente...ero a Mestre ora e...

...Se ero a Mestre nessuno mi avrebbe arrestato per 2 canne cazzo!

Poi, come un calcio nelle palle, sento un dolore forte al torace...dovevo riposarmi cazzo...ero troppo nervoso e troppo stanco e incazzato per portare a termine qualcosa. Mi chiama il  mio collega che mi fa:

"Ti è arrivato un sms..."

...una buona scusa per sedermi, accendere una sigaretta e rilassarmi...aaaaah. Beh, non sò come descrivere il miscuglio di emozioni e paure che mi si fecero quando lessi:

Spotbyansa:Crollano i sostegni del palco al Jammin Festival si contano oltre 2000 feriti gravi nelle prime file,l'organizzazione sospende tutto.

"Maledetto diiiiiiiip! Cosacks...vieni qua! Guarda che c'è scritto..."

Mentre il mio esimio collega leggeva io pensavo:

Se ero a Mestre nessuno mi avrebbe arrestato per 2 canne cazzo!

ma se ero a Mestre sarei stato ferito...

Ergo, amici miei, io in una data imprecisata di questo 2007 avrei scelto se essere arrestato o essere ferito, quindi non avevo scampo...ma Dio per me aveva riservato ancora una sorpresa in più...lo seppi soltanto il giorno dopo. Ergo amici miei  non cercate di dare un senso alle vostre vite  perchè il libero arbitrio non esiste tutti i vostri piani potrebbero essere spazzati a velocità siderale da una comunione di casistiche sfigate in qualsiasi momento. Siamo solo dei granelli di sabbia infilati su per il culo di un sasso vagante nell'universo. Non valiamo un cazzo per Dio che esista o non esista...smettetela di pregare, smettetela di sperare, dannate sono le vostre vite che voi lo vogliate oppure no. Non mandate affanculo il mondo ma fottetevene delle vostre sfighe, bestemmiate se cadete in ginocchio e bestemmiate se vi rialzate...saranno solo parole di soddisfazione insensate perchè se non ha senso essere soggiogati da eventi non hanno senso neanche le imprecazioni e gli umori che escono dai vostri forellini...che si trovino in basso o sopra il collo.
Fidatevi di me che in una settimana mi hanno arrestato per un crimine che non ho mai commesso, potevo rimanere ucciso se fossi andato a Mestre e soprattutto mi sono beccato un "Pneumotorace"
senza nessuna motivazione particolare e senza aver sbagliato qualcosa(leggasi la mia cartella clinica).

Il libero arbitrio non esiste...che sia vita dannata allora!

FINE
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categoria : vita dannata e libero arbitrio